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Il fiume Serchio

Ponte di S. AnsanoCon i suoi 110 km di lunghezza il Serchiopercorre un lungo tragitto che inizia nell'alta Garfagnana in una grande conca che si estende dalle aspre vette delle [[Alpi Apuane]] fino ai verdi crinali dell'AppenninoTosco-Emiliano.
Le sue plurime sorgenti si raccolgono in due rami principali. Il primo, chiamato Serchio di Gramolazzo, proveniente dalla Alpi Apuane. Il secondo, cosidetto Serchio di Soraggio o Sillano, è di origini Appenniniche. Non esiste in realtà una vera sorgente, bensì una fitta ragnatela di sorgenti e di infiltrazioni subalvee, come non si può nemmeno identificare  una sorgente particolarmente importante o più ricca di altre. Infatti solo dopo che tutti i rami e i corsi si sono riuniti in uno solo oltre Piazza al Serchio si forma veramente il fiume.
Qui inizia il lungo cammino del Serchio che scende verso Castelnuovoe poi si dirige verso la piana di Lucca dove scorre in un alveo artificiale.
Fino a Calavornoil fianco apuano resta il principale alimentatore del fiume, a valle di Calavorno invece è maggiore l'apporto di acqua di provenienza appenninica (torrente Fegana e torrente Lima provenienti dai monti dell'Abetone).
Lambisce le colline di Diecimoe la conca di Valdottavo, si immette fra le ripide strette di Rivangaglioper poi affacciarsi a Sesto di Moriano nella pianura di Lucca.
Una volta ricevute le acque dell'affluente Freddana, lambisce S. Alessio e Carignanoda destra e Borgo Giannotti, S. Annae Naveda sinsitra. Superata la stretta di Ripafrattabagna Vecchiano, e si getta finalmente nel Mare Tirreno tra Migliarinoe San Rossore a nord dalla foce dell'Arno.

Siccità e acqua nel Serchio

Sono ormai anni che prima o dopo, comunque tra i mesi di luglio, agosto e settembre, assistiamo al solito appello.
In concomitanza con il caldo estivo arriva puntuale anche la siccità e l'acqua del nostro fiume [[Serchio]]viene, si fa per dire, centellinata. I principali enti che controllano le acque del nostro fiume e dei suoi affluneti sono l'Autorità di bacino del fiume Serchio, la Provincia di Lucca, poi Comuni ed Enti che sono coinvolti nell'utilizzo della risorsa acqua. Ogni anno ci ritroviamo quindi, ad agosto, molti sono in ferie, e ci dicono che, nonostante un autunno ed un inverno piovoso il risultato non cambia, manca l'acqua. {xtypo_quote_right} In inverno parliamo di alluvioni, in estate di siccità. L'acqua è una risorsa poco considerata ce ne rendiamo conto solo per gli eccessi. {/xtypo_quote_right}
Fino a qui niente di strano per un paese a clima e conformazione geografica nord Africano. Un problema in giusta evidenza per i paesi del nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo, per il Medio Oriente, la Grecia, il Sud Italia, il Sud della Spagna. Ma parlere di siccità a Lucca, e siccità per il Serchio, con una latitudine nettamente diversa, in prossimità di due catene montuose importanti come gli Appennini e le Alpi Apuane, con un regime di piovosità autunnale, invernale e spesso anche primaverile tra i primi in Italia. Mi sembra piuttosto paradossale. Ma che è successo a tutta quell'acqua che è scesa dal cielo? Ma allora è siccità o incapacità di gestire in modo serio una risorsa come l'acqua ? e qui tutti sono coinvolti chi controlla ma sopratutto chi utilizza.Fiume Serchio a Monte San Quirico - invernoL'acqua che arriva nella piana di Lucca viene rilasciata prima dalla diga di Castenuovo Garfagnana, 1.000 litri al secondo, questi mille litri arrivano quasi tutti nell'invaso di Borgo a Mozzano, ebbene Borgo a Mozzano rilascia quei 1.000 ricevuti più altri 500 che si "autoproduce", in questo tratto confluisce il torrente Feganae il torrente Lima, e quanto questi affluenti danno apre una parentesi che è opportuno approfondire a parte. Comunque, questi 1.500 litri al secondo arrivano in Vinchianaprima di Ponte a Moriano, e da qui partono ben 6.000 litri al secondo che alimentano il Canale Nuovo che va fino a Segromigno passando per Saltocchio, e Marlia. Quindi in Vinchiana si "autoproducono" 4.500 litri al secondo di acqua, che aggiunti ai 1.500 che arrivano da Borgo a Mozzano fanno i 6.000 a beneficio della piana di Lucca zona est. Ma allora a Lucca cosa arriva?
In modo scherzoso ho esemplificato un problema complesso che non si esaurisce sui rilasci ma che coinvolge il complesso della gestione della risorsa acqua che va da quando cade a quando l'uomo ne ha bisogno. L'acqua non è una risorsa infinita, ma spesso è troppo considerata tale. Poca attenzione, e spreco, una finta e dannosa gestione delle politiche ambientali operata proprio dagli ambientalisti, la paura delle responsabilità degli eccessi: troppa acqua e poca acqua, costruiscono un panorama desolante nel rimpallo delle competenze e delle responsabilità dove non possiamo escludere il gestore delle manutenzioni, il Consorzio Auser Bientina, ma nemmeno chi utilizza l'acqua. Fiume Serchio Monte San Quirico - estateE il crescendo di dighe e sbarramenti per la produzione di energia elettrica che distruggono natura e ambiente cementificando in nome di energia idroelettrica "pulita", a cosa serve se l'acqua è sotto il minimo vitale per tre quattro mesi l'anno, senza acqua non funzionano o sbaglio? Mi sembra che ci sia più di una cosa che non quadra. Comunque questi comunicati sulla siccità invece di lasciarci indifferenti dovrebbero farci riflettere maggiormanete. Sono convinto che le menti e le intelligenze non mancano per risolvere questo problema e non mancano nemmeno gli esempi virtuosi di altri paesi. L'importante è non insistere, come abbiamo fatto negli ultimi 50 anni, su concetti , idee , errori, che nemmeno i romani 1.000 anni fà commettevano. Se l'acqua è l'oro del futuro perche nel presente dovremmo fregarcene ?

Fiume Serchio - Derivazioni idroelettriche

E' di triste attualità vedere il [[Serchio]] in palese difficoltà idrica, già i giorni scorsi le cronache locali riportavano un allarme di rischio siccità ed anche noi abbiamo dato il nostro contributo alla notizia.
Facendo semplici ricerche alla portata di tutti ci siamo addentranti nell'argomento. A noi Lucchesi ci sembra di vedere il nostro fiume con alcune dighe importanti come Vagli, Castelnuovo, Borgo a Mozzano, Vinchiana. Forse qualche altro sbarramento, ma tutto riconducibile a poche opere di cementificazione del fiume in nome della così detta energia "pulita" idroelettrica. Ebbene l'Autorità di Bacino del Fiume Serchio sul proprio sito, molto interessante, ben fatto e fornito di numerosi dati scientifici di indubbio rilievo sul nostro territorio, in una cartina riporta il censimento delle derivazioni idroelettriche nel bacino del Fiume Serchio (comprendendo quindi anche tutti gli affluenti).
Su questa cartina sono ben evidenziati luoghi, località nonchè proprietari delle concessioni. Ebbene Da una prima analisi risulta che nel bacino del Serchio ci sono 13 deviazioni ENEL con 17 centrali idroelettriche, 48 Centraline idroelettriche pubbliche o private attive e ben 53 Centraline pubbliche o private in progetto per un totale di 118 tra dighe, centraline di produzione di energia idroelettrica, devizazioni ...

Poichè il bacino ha una superficie totale di 1.565 km quadrati, il calcolo è facile, noi ci ritroviamo una centralina di produzione di energia idroelettrica o pubblica o priovata o dell'Enel, mediamente circa ogni 14 km quadrati, considerando che il Serchio è lungo circa 111 km sembra evidente che ci sia un ricorso massiccio el cemento per la produzione di energia idroelettrica dalle nostre parti.
lavori dentro l'alveo della Lima

Dalla fotografia sopra vorrei farvi notare a titolo esemplificativo quali sono i lavori per una "innoqua" centralina di piccole dimenzioni fotografati di "recente" sul Torrente Lima uno dei principali affluenti del Serchio. Comunque in un periodo dove manca acqua verificare che c'è una così ampia concentrazione di strutture cementificate volte allo sfruttamento delle acque nel Serchio desta alcune riflessioni e forse qualche interrogativo.

Ferragosto sul Serchio - Lucca 14 15 16 agosto

E' alla sua seconda edizione, questa iniziativa del Comune di Lucca che ci fa vivere tre giornate a contatto con la natura nella spledida cornice del parco fluviale. Il Serchio da sempre ha segnato la vita dei lucchesi ed ora, molte sono le iniziative che lo portano di nuovo a protagonista affasciante della vita vacanziera. Noi seguiamo come al solito i nostri amici canoisti del Canoa Kayak Mai Dire Mai di Lucca, un gruppo di pionieri che con gli anni hanno stabilito la propria sede al Foro Boario organizzando corsi di canoa sul fiume, gare agonistiche e spedizioni nei più bei fiumi d'Italia. Ma alla manifestazioni partecipano molte associazioni che presentano le loro attività. Per il calendario completo clicca qui. Buon divertimento !!!

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Serchio in piena, neve e pioggia rischio frane

Serchio Via del Brennero Ponte a MorianoDopo le abbondanti nevicate del 18 e 19,  la pioggia intensa di questi giorni ha triplicato la portata del Serchio. Ancora una notte insonne per i volontari della Protezione Civile e della Croce Verde di Ponte a Moriano. Chiuse le paratie del Piaggione, sotto il passaggio della ferrovia. La situazione dopo la prima ondata di piena rimane comunque a rischio frane. Ancora una volta il Presidente della Circoscrizione 8 Del Moro rimane praticamente inattivodi fronte a questa emergenza.
Un ringraziamento particolare va a tutti i volontari che, prima per l'emergenza neve e ghiaccio ed ora per l'emergenza acqua e frane, continuano a prestare la loro indispensabile opera per la sicurezza e la incolumità degli abitanti. Sempre presenti ed attivi notte e giorno, anche se a volte i mezzi che hanno a disposizione sono insufficienti.
Penso che questi eventi debbano porci di fronte a attente riflessioni tra le quali sicuramente un potenziamento di mezzi e scorte per la protezione civile di Ponte a Moriano, con un magazzino decentrato di sale per il ghiaccio e sacchi per le situazioni alluvionali tale da rendere immediato e sufficiente il grande lavoro svolto da numerosi volontari nelle situazioni di emergenza che ormai sono sempre più frequenti su un territorio solcato dal Serchio, e formato da piccole pianure e numerose colline abitate intorno.

Il Serchio rompe gli argini paura e danni ingenti

serchio_2009_20100113_1986440517 Siamo stati fortunati !? Nessuna vittima, ma i danni sono ingenti. A Lucca diciamo che tutti si aspettavano l'esondazione della Contesora ed invece le acque diventate rosse del Serchio in piena hanno rotto gli argini a Santa Maria a Colle. Diciamo che tra chi pensa di aver avvertito (gli uffici della Protezione Civile del Comune) e chi invece si ritrova con la casa allagata e devasta, fango ovunque, auto alluvionate e chi più ne ha più ne metta, c'è di mezzo un fiume non solo di acqua ma fatto anche  di enti e competenze (Comune, Provincia, Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica) il classico quadro che conduce "aime" solo alle emergenze, capeggiato dalla Provincia di Lucca, principale ente competente sul Fiume Serchio, alveo e argini.
In questi giorni mi sono sporcato di fango, granata e pala, al fianco di chi ha visto il fiume passare impetuoso dentro casa. Ho ascoltato e visto la voce e gli occhi di queste persone che con la disperazione nel cuore si sono rimboccate le maniche per ripulire la propria abitazione e rimettere al posto quello che era recuperabile.
I politici hanno bisogno di dare risposte, gli abitanti di ascoltare cose credibili specialmente quando sono assaliti dalla disperazione, ma sopratutto gli uffici preposti hanno il dovere di essere correti, efficaci, efficienti, senza nascondersi dietro alibi o scuse.
Se ci sono alluvionati, vuol dire che il sistema di manutenzione, controllo, messa in sicurezza, e molto altro, scricchiola e desta molti interrogativi dopo anni di noncuranza, o inefficace cura, del Serchio. serchio_2009_20100113_1216039933
Se molti alluvionati affermano di non essere stati allertati o evacuati in tempo utilie, se l'evento è stato improvviso ed inaspettato, se il giorno dopo, con le case ancora piene d'acqua, le idrovore erano insufficienti, se e ancora altri se, allora forse qualcosa non ha girato nel modo giusto o come voluto.  Forse per una situazione sfuggiata di mano per un po' di ore. Sicuramente una emergenza che ha messo a dura prova, su un vasto territorio, le strutture presenti. Sicuramente la buona volontà supera l'inadeguatezza e l'incompetenza. Forse la popolazione in questi casi si aspetta reazioni diverse dagli enti.
Quando ormai l'acqua è passata e non ci sono state vittime, resta la conta dei danni, sempre ingenti, e la gestione della nuova messa in sicurezza del territorio insieme agli aiuti alla popolazione coinvolta sono le priorità. In questo penso tutti condividano gli obiettivi e dedichino le proprie energie.
Ma con l'amaro in bocca, ad un susseguirsi di allerta e di eventi di questo tipo, la domanda nasce spontanea: si possono prevedere, prevenire, evitare, o sono eventi che veramente oltrepassano il limite dell'intervento umano, e a noi rimane solo leccarci le ferite, fino che va bene?
La Provincia che ha la responsabilità del fiume e dei suoi argini, ormai sembra aver lasciato a se stesso da anni il Serchio. Io penso comunque ci siano enormi spazi di miglioramento, ma sono al tempo stesso sfiduciato per una totale  assenza di cultura e competenza, volontà e idee, palesi nella gestione della Provincia, che hanno creato un gap temporale di interventi enorme.
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Quanto sono i costi di questi danni, e se questi danari erano stati spesi prima in opere di manutenzione di argini, alveo e messa in sicurezza del territorio ? e poi che ruolo giocano in tutto questo le dighe e le deviazioni idroelettriche ? e la pulizia dell'alveo del Serchio ? vediamo che in prossimità delle rotture degli argini in alveo fluviale ci sono dei boschi veri e propri ? Ho parlato molto del Serchio e dell'acqua e continuerò a parlarne anche su questo sito.
Ecco uno dei tanti video pubblicati sulla rete (Ponte San Pietro - Lucca)
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Serchio Lucca tra alluvioni, frane, argini e dighe alla ricerca delle cause

Sono passati ormai diversi giorni da quella mattina del 25 dicembre 2009. E noi siamo rimasti in ascolto. Di cose ne abbiamo sentite. I cambiamenti climatici, l'evento eccezionale, enti più o meno competenti e quindi più o meno responsabili, la troppa urbanizzazione. Tutti ragionamenti legittimi ma a nostro parere di circostanza che vogliono eludere, sviare, e comunque parzialmente indicare le molte possibili cause che hanno portato nel 2009 alla rottura degli argini del Serchio e le conseguenti inondazioni.
Oggi ne vogliamo mettere a fuoco alcune: i fattori di allerta, il bacino del Serchio con tutti i suoi affluenti,i rilevamenti idrometrici, le dighe e gli argini.
I fattori di allerta c'erano tutti: scioglimento della neve a tutte le quote; forti piogge sulla neve,  si passa da qualche decina di millimetri nella piana di Lucca a valori decisamente importanti nella parte alta del bacino del Serchio; frane in Garfagnana dove è noto che oltre certe soglie si attivano spesso crolli di detrito, scivolamenti superficiali di terreno, colate di fango, che possono arrivare ad interessare i corsi d'acqua, con ulteriori pericoli per sbarramento e per arricchimento della portata solida che poi scorre verso valle creando barriere contro le arcate dei ponti; mare agitato e vento fortissimo alla foce che facevano da tappo.
Il Serchio in soli 111 km scende da montagne tra le più piovose d'Italia (con località in cui mediamente ogni anno cadono oltre 2000 mm di pioggia) verso il mar Tirreno. Questa situazione, sommandosi alle caratteristiche geomorfologiche del territorio fa sì che il bacino del Serchio sia «una tra le aree a maggiore pericolosità idrogeologica della Toscana e d'Italia».
Ci balza agli occhi il rilevamento idrometrico a Monte San Quirico della notte tra il 24 e 25 dicembre. Nell'immagine di sotto noteremo due linee: gialla per il livello di allerta e rossa per il livello di allarme. Ebbene il livello di allerta è stato superato intorno alle 21.00 posizionato, secondo i dati indicati sulla sinistra del grafico, ad un valore di circa 1,5.
Fino a quel momento eravamo sotto ma con un livello di 1,4 circa. Dalle 21.00 circa alle 24.00, il livello sale di 0,5 in 3 ore, portandosi a 2,00.
Improvvisamente in 30 minuti o poco più il livello si alza di 1,00 portandosi a 3,00 quindi questa ondata di piena risulta improvvisa e repentina quasi fosse dovuta ad uno svuotamento (veloce apertura di paratie delle dighe) praticamente in mezzora il Serchio a Monte San Quirico si ingrossa del 30% e questo livello, come possiamo vedere dal grafico, è stato tenuto per circa 5 ore, ma siamo ben lontani dal superare il livello di allarme indicato nel grafico e posizionato ad un valore di 5,0
091225-idrometro_montesanquirico
In merito alle dighe, un nostro lettore ci da maggiori ragguagli tecnici. "Personalmente essendo stato, come dipendente Enel, facente funzione Capo Centrale... ,mi resta incomprensibile tale evento, in quanto normalmente i responsabili dei bacini dovrebbero conoscere molto bene i propri bacini imbriferi e prevedere in tempo azioni tali da scongiurare tale esondazioni.... Ora, immaginate se al posto di una paratoia manovrata con cognizione di causa vi fosse una paratoia automatica, che apre sotto l'influsso di una derivata di invaso, il gioco è fatto, queste si aprono ad un'apertura che smaltisce l'intera portata che arriva, più una quota parte dell'invaso accumulato, alla velocità dell'aumento rilevato dal sistema, a questo aggiungete tutti i torrenti afflenti e ecco che si rompono gli argini e quindi l'esondazione."
In merito agli argini registriamo che nel 1982 (27 anni fa), ressero ad una portata del Serchio di 2 milioni e 200 mila litri al secondo (registrata a Borgo a Mozzano) mentre la piena di Natale 2009 è arrivata a 1 milione e mezzo di litri al secondo (sempre registrata a Borgo a Mozzano). Portate che variano tra 1 milione e mezzo e i 2 milioni di litri al secondo sono frequenti nel Serchio e non sono certo eventi da annoverare come straordinari.
Sull'argomento, leggiamo proprio in questi giorni che, la stima attuale della portata massima indica 900 mila litri al secondo, oltre tale soglia si potrebbero avere altre rotture di argini. Ma allora in 27 anni cosa è successo ai nostri argini ? Forse la troppa cura gli ha fatto male ?
Ci sono alcuni dati poco conosciuti, il primo è relativo al numero di impianti idroelettrici presenti sul nostro bacino del Serchio. In Toscana ne abbiamo 27 di cui 17 sul Serchio (oltre il 62%) che fanno capo a 15 captazioni principali (12 dighe e 3 traverse). In Toscana si producono ogni anno mediamente 486 GWh di cui 400 GWh sul Serchio, oltre l'82% della produzione annua Toscana. Ma tutte queste dighe non dovrebbero contribuire a calmierare le ondate di piena invece, forse, di procurarle ? e da questa produzione che vantaggi ne hanno le popolazioni residenti, o forse devono subirne solo la rischiosità ?
Facciamo una ulteriore analisi e vediamo che nel nostro bacino del Serchio ci sono come detto 13 dighe ENEL con impianti che sono stati costruiti tra il 1901 e il 2005 (età media 67 anni), 49 centraline idroelettriche attive e ben 52 in progetto. Le opere idrauliche dichiarate da ENEL sono pari a 128 km (il Serchio è lungo 111 km) divise in 82 km di canali a pelo libero, 41 km di gallerie e canali a pressione e 5 km di condotte forzate. Un vero e proprio arsenale di sfruttamento della risorsa idrica. Tutti dati che ci portano a riflettere.
Diverso è invece riuscire a capire quanta manutenzione ha avuto il Serchio e come è cambiato lo stato di salute degli argini negli ultimi 30 anni. Attualmente sono pochi i dati in nostro possesso ma speriamo che gli enti competenti forniscano a tutti gli interventi fatti e le programmazioni sia passate che future.

Lucca il Serchio: via di comunicazione dei nostri avi

photo28Ci fa paura, ci ha fatto molti danni, non solo di recente ma anche nel passato, ma il Serchio non è sempre stato un incubo, anzi rappresentava una vera e propria risorsa. Cosa è cambiato da quei periodi ad oggi. E' solo il clima, la portata o cosa altro ?
Lungo i rami del Serchio, lungo i suoi canali, passavano navi piccole e grandi, che portavano le merci da un villaggio all'altro fino al mare.
Gli abitanti del luogo si impegnavano a mantenere navigabili i rami del Serchio permettendo la navigazione di navi e zattere cariche di merci.
Nel periodo delle invasioni barbariche, le precedenti cure romane per la navigabilità e la manutenzione dei ponti cessarono, quindi il Serchio allagò la campagna e le parti più basse si cambiarono in palude.
Passato questo periodo il Serchio riprese il suo ruolo di grande via di comunicazione. Nel Medioevo esisteva un porto a sud della città chiamato Porto della Formica (rimasto in funzione fino al XIX secolo 1800), dal quale partiva un corso chiamato Rogio che collegava il porto con il lago di Sesto e permetteva la navigazione ad imbarcazioni, trainate da animali che camminavano lungo i bordi del canale, che trasportavano sia merci che persone.
Sul Serchio veniva trasportato il legname proveniente dalla Garfagnana con destinazione Pisa, ma anche il ferro proveniente dall'isola d'Elba, ed il marmo proveniente da Carrara.
Cosa è cambiato ? intanto se osserviamo le nuove opere di arginatura visibili in Località Vinchiana sono concepite per ulteriormente dividere la gente dal proprio fiume. Circa 2600 anni fa a nome del re Teodorico, Cassiodoro impedì per legge di costruire steccaie e siepi lungo il corso del fiume ed oggi isole di boschi spuntano incontrastatie nell'alveo, e rovi proibiscono l'accesso all'acqua. Per legge ora multiamo chi porta via stecchi dal fiume. Qualcosa forse è cambiato negli uomini. Nel loro rapporto con l'acqua del loro fiume. Destini solitari che si incontrano solo quando la natura reclama. Un fiume trasformato in una colossale centrale idroelettrica. Un popolo che nel suo intimo ama ancora il suo fiume ma che molti hanno contribuito a rendere lontano, lasciato a se stesso, pericoloso.
Speriamo che il periodo della barbarie sia finito.

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