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La TIA a Capannori la tariffa in grigio

raccolta-differenziataCarissimi e pazienti lettori, non vi impressionate delle tante parole che seguono, questa volta la lettura sarà veloce.

Prima di andare nel dettaglio della tariffa, sopratutto quella relativa all'utenza domestica, vorrei fare chiarezza nelle definizioni perchè i messaggi che lasciano intendere, capire più o meno, dire e non dire non fanno parte del nostro e mio personale intendimento.

"Per gestione dei rifiuti si intende l'insieme delle politiche, procedure o metodologie volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro destinazione finale coinvolgendo quindi la fase di raccolta, trasporto, trattamento (riciclaggio o smaltimento)."

"Per riciclaggio dei rifiuti, nell'ambito della gestione dei rifiuti, si intende l'insieme di strategie e metodologie volte a recuperare materiali utili dai rifiuti al fine di riutilizzarli anziché smaltirli direttamente in discarica e inceneritori."

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Capannori e la TIA un po' di regolamento e costi - parte 2

raccolta-differenziataDopo la mia ricerca, come vi ho raccontato in precedenza, un po' di documenti li ho archiviati, e qui la cosa si fa dura, per me intendo, perchè la lettura del tutto non è certo paragonabile ad un libro del nostro scrittore preferito.

Mi metto con pazienza a riordinare le carte, Regolamento TIA approvato dal Consiglio Comunale di Capannori in data 28/11/2013 e realtivo verbale; Delibera di giunta del 29/11/2013 con gli allegati (piano finanziario di ASCIT, tabelle esplicative della tariffa divise in allegati per la quota fissa, per i coefficienti k e per la parte varibile) Poi evidenzio i tratti principali che risultano utili alla comprenzione e di seguito accanto a stralci del testo originale troverete alcune mie note per rendere il tutto ancora più leggibile e meno per addetti. Di sicuro non ne verrà un testo accattivante ma proviamo.

Veniamo al "Regolamento". Nota di colore è il risultato delle votazioni sul regolamento, unico momento di sintesi per verificare e confermare in modo determinato le importanti idee dei consiglieri comunali, cuor di leone e animo impavido di mille e più battaglie, dove ti nascond!?!?!

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Capannori Tariffa gestione rifiuti TIA - la ricerca

raccolta-differenziataCari lettori, probabilmente è primavera, stagione che si presta al risveglio, dopo un inverno piovoso e ricco di allarmi meteo. Stuzzicato da alcune domande legittime, circa un mese fa' mi interessai della TIA di Capannori. Sì, proprio di Capannori in provincia di Lucca, cioè il Comune ormai famoso per la sua raccolta differenziata porta a porta.

Ad una prima ricerca su google mi appaiono il sito di Capannori con i suoi titoli propagandistici ma niente di quello che cercavo, uno straccio di regolamento o un metodo di calcolo della famosa TIA.Si parla di approvazione di un regolamento, ma niente link al regolamento, di tariffazione puntuale, ma niente sul costo della tariffa, della trasmissione "Report" e via dicendo, oppure sempre proclami simili sparsi ovunque tra il sito web del Comune e quello di ASCIT.

Non vorrei che sulla mia definizione "propagandistica" per questo tipo di comunicazione, qualcuno se ne avesse a male ma il mio, forse errando, concetto di propaganda è rappresentato da tutte quelle comunicazioni che in modo deliberato e sistematico cercano di condizionare percezioni, indirizzare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto.. Detta così risulta difficile ma esemplificando potrebbe essere della serie "guarda come siamo bravi, guarda come siamo belli, ... " e via dicendo. Niente di male e del tutto legittimo, ma forse un attimino autorefernziale spinto.

Per andare a cercare qualcosa di più sostanzioso e meno da pubbliche relazioni, come si conviene ad una persona normale che si vuole informare veramente, mi inoltro "nell'ingarbugliato" sito web del Comune di Capannori e "nodo per nodo" riesco per mia fortuna a trovare un angolino in basso e nascosto dove poter vedere le delibere di giunta e di consiglio. Mi chiedo, ma non c'era una legge che obbligava alla pubblicazione degli atti su internet tali da essere facilmente consultiabili per ogni cittadino? si, direi legge forse rispettata ma 

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Italia e il debito pubblico

debito pubblico grafico A distanza di mesi vogliamo parlare di un argomento che i media quotidianamente ci pongono all'attenzione.

Oltre un anno fa cominciammo a sensibilizzare i nostri visitatori inserendo nel nostro sito il contatore del debito pubblico gestito e aggiornato dall'Istituto Bruno Leoni, quella fu una scelta che ancora oggi più di ogni altro ragionamento ci da la concretezza di quello che è la consistenza del nostro debito come Italiani.

Ma come siamo arrivati a queste cifre da capogiro ? per capire quando, durante i nostri 150 di Italia unita, abbiamo accumulato questo debito, ci aiuta una tabella, i cui dati sono stati elaborati dalla Banca d'Italia, che di seguito riportiamo, aggiornatai. Nella tabella originaria viene riportato il debito anno per anno dal 1861 al 2010, noi l'abbiamo sintetizzata riportando solo il saldo del debito pubblico Italiano alla fine di ogni decennio aggiungendo per differenza il relativo incremento di debito registrato nei dieci anni, e aggiugnendo il dato del 2011 definitivo e del 2012 in corso. I numeri sono tutti stati riportati in Euro dalla Banca d'Italia e sono espressi in milioni di euro. 

anno Importi debito Importi PIL %
dal al incremento Debito incremento PIL DEB/PIL
1861 1,7 1,7 3,7 3,71 45,82%
1861 1871 3,2 4,9 1,9 5,61 87,34%
1871 1881 1,2 6,1 0,3 5,87 103,92%
1881 1891 1,1 7,2 1,3 7,19 100,14%
1891 1901 0,7 7,9 0,9 8,10 97,53%
1901 1911 0,9 8,8 3,8 11,90 73,95%
1911 1921 82,6 91,4 47,8 59,68 153,15%
1921 1931 -19,5 71,9 39,6 99,29 72,41%
1931 1941 65,3 137,2 119,4 218,69 62,74%
1941 1951 1.727,2 1.864,4 4.366,6 4.585,32 40,66%
1951 1961 2.418,6 4.283,0 7.496,0 12.081,29 35,45%
1961 1971 11.862,9 16.145,9 26.405,2 38.486,46 41,95%
1971 1981 126.281,2 142.427,1 205.146,0 243.632,43 58,46%
1981 1991 612.583,8 755.010,9 522.173,7 765.806,10 98,59%
1991 2001 603.322,4 1.358.333,3 482.842,0 1.248.648,10 108,78%
2001 2011 539.541,7 1.897.875,0 331.597,5 1.580.245,63 120,10%
2011 2012 50.709,0 1.948.584,0 3.969,0 1.584.214,63 123,00%

Dalla tabella di cui sopra possiamo notare il picco di incremento del debito nel decennio 1981-1991 pari a 612.583,8 che aumenta di oltre 4 volte il debito esistente. Al tempo stesso il PIL aumenta ma in misura nettamente inferiore tanto da portare il rapporto debito PIL al 98.59%Se poi guardiamo i dati di PIL (prodotto interno lordo), ed il rapporto debito PIL, balza agli occhi che il decennio 1971-1981 si chiude con un rapporto del 58,46% mentre balza al 98,59% alla chiusura del decennio successivo per poi entrare continuativamente sopra 100 dal 1992 fino ai giorni nostri. Va detto, l'Italia è stata ed è un paese con un debito pubblico elevato. Dove chi ha governato ha indebitato il proprio paese oltre la capacità economica di crescita del Paese stesso, quasi ci fosse una regola non scritta per cui diventavano insopprimili i costi e obbligatori i debiti nella speranza che qualcuno in futuro li paghi. 

Da quel decennio in poi, come possiamo vedere, gli incrementi hanno sempre avuto una consistenza simile anche se in leggero calo. Fatto sta che su 1.948.584 milioni di euro di debito 1.806.157 sono stati accumulati degli ultimi 30 anni, il 92.69% del debito totale.

Nei decenni che seguono il 1991, l'incremento del debito pubblico è diminuito ma pur sempre si parla di incremento e le cifre sono del tutto simili alle consistenze del decennio 1981-1991. Passiamo da un incremento annuo medio di oltre 61.000 milioni di euro agli oltre 60.000 milioni di euro medi nel periodo 1991-2001 e circa 54.000 milioni di euro nel decennio 2001-2011.

Sembra quasi che l'impostazione e l'organizzazone che è stata creata per lo stato italiano nel decennio 1981-1991 sia una struttura che si ripete nei decenni, tale da generare sempre un costante aumento del debito pubblico, salvo "piccoli aggiustamenti" e quasi con le medesime cifre. Forse la dimostrazione di uno stato sovradimenzionato rispetto al paese che rappresenta ? Una struttura, che magari ha contribuito, nel breve periodo, a realizzare traguardi sociali, ma a quale costo, al costo di avere uno stato che non sta in piedi  senza il ricorso all'indebitamento  !?!? traslando gli obblighi a generazioni future ed incassando i benefici ? Gli interrogativi e le valutazioni sono molteplici. Tutte da comprendere e rispettare, ma poche di queste possono essere considerate valide visti i risultati della situazione strutturale attuale. Sicuramente dobbiamo trovare il coraggio di voltare pagina nella conduzione delle strategie di impostazione dello stato. Un'era deve definirsi chiusa e deve essere aperta un'altra fase. Altrimenti o siamo noi a scegliere nel nostro interesse o saranno altri a scegliere per noi nel loro interesse. 

A questo punto vogliamo inserire una notazione particolre, forse inusuale, non economica ma storica e sociale, che comunque ci ha fatto riflettere.

Nel rapporto della Banca d'Italia vengono messi in evidenza alcuni eventi storici importanti quali la prima guerra mondiale, la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale a cui hanno seguito periodi di grosso accumulo del debito pubblico.

Analogamente abbiamo cercato avvenimenti storici antecedenti al decennio 1981-1991 che possano averne condizionato l'andamento, abbiamo trovato gli anni di piombo. Negli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, infatti, l'Italia ha vissuto periodi cruenti di scontri sociali e politici. Le cronache parlavano di violenze di piazza, lotta armata e terrorismo. Sono gli anni delle stragi, da Piazza Fontana (1969) alla stazione di Bologna (1980) con nel mezzo Gioia Tauro (1970), Gorizia (1972), Milano (1973), Brescia (1974) Italicus (1974), passando per il sequesro Moro (1978) e la strage di via Fani, ad opera delle Brigate Rosse, ma anche il sequestro del generale Statunitenze Dozer (1981). Anni che si sovrappongono e proseguono oltre il periodo della contestazione del Sessantotto che interessò l'Italia e l'Europa, ma erano altresì anche anni in cui l'economia italiana era cresciuta rapidamente ed il miglioramento del tenore di vita era percettibile, ed anche gli anni della prima crisi petrolifera che portò alla famosa austerity.

Forse qualcosa cambiò. Magari certe scelte divennero obbligatorie anche se non potevamo permettercele. Sicuramente in quegli anni si aggiunsero cicatrici a quelle già esistenti nel nostro Paese. Ci sono ancora pagine da chiarire su quello che accadde e non è questo il luogo nè noi le persone adatte, tantomeno il nostro intento aprire un fronte su questa materia, ma è possibile che vivere quella stagione abbia influito sulle scelte avvenute in seguito anche per la struttura e l'organizzazione dello stato? anche per il nostro debito?

Comunque sia, leggendo i dati di indebitamento, la nostra struttura di stato Italia non regge più. Si impongono scelte coraggiose di riforma, che attualmente nemmeno il governo tecnico Monti sembra poter realizzare, questa è una evidenza sempre più reale e concreta. Uno stato che negli anni, o forse è sempre stato così, è passato da stato sociale per i bisognosi a stato sociale per i furbetti. Uno stato da alleggerire, da far dimagrire per poi tornare a essere stato vero nei settori strategigi. Uno stato meno da feudalesimo, capace di rimanere al fianco e guida per i propri cittadini e non ridurli in servi, prima umiliati e poi prosciugati, oltre che del loro presente anche del loro futuro per mantenere a pochi, sempre meno, ma comunque sempre molti, agiatezze non meritate alle spalle di altri.

Lucca - Trasporto e mobilità la frittata è quasi pronta

5755-bredamenarinibus-240-l-s-2727-clap-lato-porteStanno facendo le ultime rifiniture è poi la frittata è pronta per essere servita ai Lucchesi. Ecco la realtà!!! La Regrione Toscana è preoccupata dei soldi da spendere e impegna il comune di Lucca sia sul fronte soldi che sui km massimi dedicati al trasporto pubblico locale per la lucchesia.

I numeri parlano chiaro, per realizzare, nei modi e nei termini decisi dalla Regione Toscana, e non da Lucca, attraverso la gara unica regionale, 2 milioni di km ad anno di trasporto pubblico locale, la regione è disposta a investire 3.2 milioni ed obbliga per 1.6 il comune di Lucca che su un totale di di 4.8 milioni di euro ad anno deve pagare il 33 %. Comunque cifre comprensive di IVA e quindi vale a dire poco più di 3.9 milioni complessivi  vanno al sistema trasporti locale Lucchese perchè quasi 1 milione è di IVA  e quindi torna allo stato. Questo impegno se lo è preso il comune di Lucca ora, a prescindere da chi e come sarà realizzato il trasporto locale, la gara unica è da venire.

Interessante modo di agire tradotto in volgare lucchese: la regione Granducale dice: io definisco il tuo trasporto pubblico locale ma te ci metti un terzo dei soldini e  definiamo subito gli importi che Lucca deve spendere e i km che deve fare, poi con la gara unica lo decido io dove spenderli e a chi darli questi soldi per i prossimi 9 anni.

Praticamente ormai fuori dai giochi anche in questo settore il comune di Lucca, relegato a dare soldi senza nemmeno indicare una via strategica su come realizzare il TPL. Ormai dei piccoli uccellini spauriti che gestiranno solo le bricioline che la regione lascerà per terra.

Tutto questo passa dal consiglio comunale di Lucca senza batter ciglio!!! nemmeno le opposizioni.

I km da dedicare al trasporto pubblico locale passano da 2.400.000 circa a 2.000.000 con un taglio imposto in questo accordo di olre il 16%. Questo taglio è generalizzato e riguarderà tutte le linee (urbane ed extraurbane).  Ecco cosa dicevamo qualche giorno fa in merito alle dichiarazioni demagogiche dell'assessore Pierotti. Tutto rispettato. Loro, quelli bravi, puntano sul trasporto pubblico!!! a parole e nei fatti se lo fanno demolire dalla loro "matrigna regione", fiuguriamo se non gli interessava cosa poteva succedere!!!

Ora l'assessore dichiara "Se non ci unissimo al processo di preparazione della gara unica regionale, verremmo penalizzati con una riduzione delle già scarse risorse che la Regione mette a disposizione dei comuni capoluogo” comune capoluogo ancora per poco aggiungiamo noi, visti le ultime vicende sul provincione.

Fatto sta che la regione sta facendo velocemente e senza nemmeno tante smancerie,  man bassa nel nostro territorio, con questi amministratori di sinistra che non riescono a fare altro che giustificare l'operato della regione mentre ci sta progressivamente togliendo qualsiasi tipo di autonomia decisionale. 

A fronte di questo AUMENTANO BIGLIETTI E ABBONAMENTI anche del 50 % e al tempo stesso andranno a casa 20 autisti. 

Quindi il comune di Lucca paga le scelte della regione, che ci riduce i km per il trasporto pubblico locale, aumentano i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, mandano a casa autisti, e poi cosa altro deve succedere per capire che questi al comune ci prendono sonoramente in giro quando parlano? che affidabilità !!!

E la CLAP che fine farà ? ah già ma lì c'è un presidente che viene dalla regione Toscana mandato da Rossi, certo De Girolamo, anche presidente di CISPEL Toscana, doppio incarico minimo, che prende 55.000 euro per far rispettare il volere della regione, ma questi soldini li prende da CLAP e da noi Lucchesi mica dalla regione !!! ehhh cari amici, queste sono malizie di chi scrive e scusatemi se a volte sono troppo tagliente. A lui il Tambellini mica ha chiesto la riduzione del compenso !!!  Nemmeno si espone questo presidente, fa parlare la giovane assessora e il presidente di Lucca Holding, mica male !!!

Ed in merito ai tagli del personale l'assessore liquida l'argomento "Siamo al corrente di quello che potrebbe comportare un taglio simile ma purtroppo ci sono esigenze di bilancio ... Della sorte de venti autisti se ne occuperà l'azienda e, come previsto dalla legge, verranno assistiti da forme di sussidio."  Sussidio .... che parola!!!! nemmeno la sensibilità di un elefante !!! 

Alla prossima

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