A Lucca abbagliano i riflettori


la-grande-muraglia-cinese2In questo mese i Cinesi e gli Indiani girano films a Lucca, prima di loro Pieraccioniha girato un film a Lucca. Ne siamo molto contenti e qui penso di interpretare l'umore di molti lucchesi. Finalmente il cinema e le televisioni si interessano anche a noi!

Questi eventi sono importanti per l'immagine di Lucca anche in considerazione delle platee che riusciranno a vedere, spesso per la prima volta, la nostra città. 
Un quotidiano online che parla di Lucca, elaborato da giovani rampanti ragazzi, ha preso a spunto questa realtà per inserire in una discussione su immobilismo e provincialismo. Bella discussione a cui io stesso mille volte mi sono appassionato e da molti anni, ormai oltre 30, cerco nel mio piccolo di dare risposte.
Allora mi pongo un quesito, dove alberga il provincialismo e cosa rappresenta l'immobilismo ? Partiamo dall'immobilismo (tendenza a conservare lo stato di cose esistente, opponendosi a ogni cambiamento) sicuramente c'è quando una società non guarda oltre l'orizzonte del proprio naso, non approfondisce le notizia, e per questo non vede in un cambiamento vantaggi e nella considerazione che siano maggiori gli svantaggi che in vantaggi, preferisce rimanere nello status quo in ciu è, questo è spesso legato alla pigrizia, ma altrettando vero è legato ad un modello di gestione mentale degli eventi che va a braccetto con provincialismo, inteso nel senso dispregiativo del termine. Spesso per non essere tacciati di provincialismo siamo portati ad operare analisi, considerazioni, e scelte a volte talmente azzardate che aprono soltanto ad incredibili idiozie, ottenendone peraltro il risultato opposto.

Ma venianmo a noi, la notizia origine di tutta la discussione sul quotidiano on line, circa la venuta dei Cinesi è falsa in molta parte, penso più per superficialità che per volontà, ma già con questo ne potremmo parlare delle cose che vengono pubblicate online.

Cito dal primo articolo comparso on line in data 13/11/2011 9 giorni dopo il contatto con Occhi di Ulisse: "Scriviamo questo perché, a fronte dell'arrivo in città di due importanti produzioni internazionali, ossia la mega-fiction cinese ("The China Story") e il Bollywood film indiano ("Rajapattai"), non c'è stata praticamente nessuna informativa ufficiale dell'inizio delle riprese e, di conseguenza, l'economia locale non ha potuto“organizzarsi” per poter in qualche modo cavalcarne l'ospitalità, anche in termini di promozione, magari creandoci intorno un vero battage. E nonostante il telefilm e la pellicola in questione puntino a un potenziale pubblico di milioni e milioni di persone, non c'è stata (per ora) per i loro operatori neppure un'accoglienza istituzionale degna di questo nome." ... "Senza nulla togliere alle nostre produzioni, il paragone sui numeri è addirittura impietoso: due moscerini a fronte di una montagna. Eppure il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, non ha accolto il regista cinese o il cast del film indiano nel municipio cittadino. Non ci sono state strette di mano, foto ricordo, comunicati stampa istituzionali e tantomeno entusiastiche visite guidate della città in compagnia dell'assessore alla Cultura di turno. Solo uno stringato comunicato stampa dell'Apt locale, inviato il primo giorno di riprese del film indiano, dove si definiva l'arrivo delle due troupe in città come la“testimonianza di una promozione mirata nei confronti di questi importantissimi mercati, operata negli ultimi anni dall’APTLucca”. "

Intervengo sul fatto perchè 2 mesi prima era iniziato il lavoro per portare questa produzione cinese a Lucca. Io stesso sono stato il primo contatto dei Cinesi nell'agosto di questo anno attraverso una manifestazione che ho organizzato sul Parco Fluviale (navigare il parco) che ha avuto come ulteriore sviluppi, il 12 settembre, un colloquio telefonico per una eventuale, quanto, in quel momento, non probabile location a Lucca di una produzione cinematografica Cinese. Altre erano le città in lizza ma io ero convinto, come lo sono ora a maggior ragione, che se Lucca avesse avuto la possibilità di essere vista li avrebbe conquistati. Essendo in ferie con la famiglia e per di più in un'isola ancorchè italiana, mi adoperai immediatamente per mettere in cottatto la produzione cinese con l'amministrazione comunale ed il giorno seguente ebbero un incontro con il Sindaco Favilla, era la sera di Santa Croce. Nei giorni a seguire una persona di Lucca, nella fattispecie un Consigliere Comunale, si rese disponibile e con la produzione iniziarono una serie di sopralluoghi sparsi in tutto il territorio lucchese che poi convinse la produzione a scegliere le locations lucchesi.

Questo il lavoro svolto per due mesi mirato a portare The China story a Lucca. Un lavoro dietro le quinte fatto di relazioni portate avanti con umiltà nella consapevolezza dell'importanza di tali occasioni per la nostra città e per i lucchesi.

Non seguendo in prima persona la vicenda, ho poi saputo che la produzione cinese, dopo aver scelto Lucca per le sue locations, i primi di novembre aveva addirittura trovato una azienda lucchese di giovani ragazzi (Occhi di Ulisse) per gestire lo sviluppo operativo delle riprese. Altro obiettivo centrato senza i glory e gli incensi ma con la sostanza e la contentezza di aver bene operato. Infatti centrare 2 obiettivi importanti come portare Lucca ad essere vista da milioni di persone in modo gratuito, ed una azienda di giovani lucchesi che per questo hanno avuto l'opportunità di lavorare in questi periodi di crisi, non poteva fare altro che rendermi felice.

Quello che è accaduto sui media, quotidiano on line compreso, ha del paradossale ! Nella sbagliata considerazione che i Cinesi fossero arrivati per caso, nasce tutta la strumentalizzazione della vicenda addirittura con l'intervento del senatore Marcucci, APT, Capogruppo PDL, che con demagogico parlare, ognuno per la sua parte, ha portato a sè un evento di cui non ne erano assolutamente i fautori, ma eventualmente solo i beneficiari come del resto tutta Lucca e non una sua parte.

Questo è sintomo di provincialismo, non saper interpretare gli eventi al di fuori del proprio spudorato interesse. Non approfondire una notizia e divulgare soltanto campagnie politiche. Pensare che le cose arrivino solo perchè siamo noi ad essere al centro del mondo e non per il lavoro serio ancorchè non pubblicizzato, magari svolto non da grandi e roboanti nomi ma da piccoli e semplici ma raziocinanti persone come mi ritengo. Prendere spunto soltanto per la critica mirata ad un obiettivo di corto respiro. Praticamente fare con i mezzi moderni quello che le "beghine" facevano qualche decennio fa incontrandosi: divulgare le voci ed i pettegolezzi senza nemmeno prendersi la briga di verificare la notizia.
Molti sono gli aspetti che mette in evidenza questo fatto. Non esiste un limite anagrafico al provincialismo, questo si è palesato in tutto il suo splendore on line e sulla carta stampata da i protagonisti che lo hanno condotto. L'immobilismo si nutre delle divisioni, e per operare i cambiamenti ci vuole uno spirito diverso, più costruttivo, senza i paraocchi delle contrapposizioni e dei preconcetti. Giovane e internet non sono binomio di mentalità innovativa e aperta ma a volte è solo la bella e nuova copia di un vecchio, statico e quantomai immobile e presente clichè. Niente viene per caso e spesso bisogna chiederselo. Solo i presuntuosi pensano di essere chiamati perchè sono loro. Non sempre i media dicono cose totalmente vere e si possono prendere degli abbagli. La foga lascia troppo spazio alla superficialità nelle considerazioni che invece richiederebbero rispetto e maggiore serietà. Sono cose che succedono l'importante è non verificare che c'è una volontà di manipolazione. Poi in fondo ognuno di noi spesso ascolta quello che gli piace ascoltare.

Tutte le cose che la produzione Cinese doveva fare sono state fatte, con ricaduta economica diretta anche su Lucca, ma allora cosa è mancato sono la pubblicizzazione ? perchè la sostanza mi sembra proprio di no ? Se poi sono gli stessi interlocutori Cinesi a dire che sono oberati nel loro lavoro e che hanno poco tempo per conferenze stampa od altro di cosa stiamo parlando ? forse queste manchevolezze nei confronti dei media sono una lesa maestà e forse ci sono altri tempi e non quelli dettati dai giornalisti, lasciamoli lavorare che è importante poi verrà anche il tempo per le conferenze stampa.

Lucca

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