La TIA a Capannori la tariffa in grigio

raccolta-differenziataCarissimi e pazienti lettori, non vi impressionate delle tante parole che seguono, questa volta la lettura sarà veloce.

Prima di andare nel dettaglio della tariffa, sopratutto quella relativa all'utenza domestica, vorrei fare chiarezza nelle definizioni perchè i messaggi che lasciano intendere, capire più o meno, dire e non dire non fanno parte del nostro e mio personale intendimento.

"Per gestione dei rifiuti si intende l'insieme delle politiche, procedure o metodologie volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro destinazione finale coinvolgendo quindi la fase di raccolta, trasporto, trattamento (riciclaggio o smaltimento)."

"Per riciclaggio dei rifiuti, nell'ambito della gestione dei rifiuti, si intende l'insieme di strategie e metodologie volte a recuperare materiali utili dai rifiuti al fine di riutilizzarli anziché smaltirli direttamente in discarica e inceneritori."

Per non essere soggetti ad interpretazioni ondivaghe per le due precedenti definizioni ho semplicemente citato la fonte wikipedia.

Da questo si evince una cosa, o c'è riciclaggio dei rifiuti o c'è smaltimento e le due cose sono in contrapposizione.Un concetto semplice e una conseguenza altrettanto diretta. Il concetto è che riciclare rifiuti significa recuperare materiali utili al fine di riutilizzarli anzichè smaltirli (strano ma sono due parole diverse anche in Italiano). Come conseguenza c'è un ricavo per chi ricicla e non un costo di smaltimento, perchè tutto quello che può essere riutilizzato può essere venduto come materia prima alle industrie. Quindi se i costi di smaltimento sono ben superiodi e di gran lunga ai ricavi derivanti dal riciclo dei rifiuti siginifica una sola cosa che principalmente smaltimo e ricicliamo poco.

In effetti a Capannori, come nella stragrande maggioranza dei Comuni Italiani per la gran parte dei rifiuti  il ciclo si conclude con lo smaltimento. Ecco qua i numeri in sintesi: olre 7,1 milioni di euro per raccogliere i rifiuti e .... udite, udite,  un costo di 1,4 milioni per smaltirli. Totale ? 8,5 milioni di costi. Ricavi ? (quelli che dovrebbero venire dal riciclo) solo 270 mila euro per la raccolta differenziata, i restanti  8,3 milioni di costi ASCIT li prende dai Cittadini Capannoresi come TIA. Ma allora il riciclo chi lo fa? sicuramente non ASCIT, forse altri a cui ASCIT paga per dare gran parte dei propri rifiuti già belli e differenziati.Cosa manca ? beh andremo troppo lunghi.

Francamente speravo che tanta fama mediatica mi facesse esultare per una volta, ma come spesso accade nella nostra Italia, per i Cittadini capire non è facile se non viene fatta una sufficiente, vera, comunicazione e, come spesso verifichiamo, ad una azione non segue sempre la sua conseguenza logica o naturale. Vale a dire che se qualcuno pensava che differenziare volesse dire riciclare, ebbene forse è il caso di rivedere questa idea. Differenziare non è sinonimo di riciclare, significa semplicemente differenziare e basta, poi come per magia il ciclo si interrompe e compaiono nuovamente i costi di smaltimento e non i ricavi del riutilizzo.

Beh ora veniamo alla tariffa. Tanti bei discorsi e poi ? Iniziamo coll'essere chiari sulle definizioni ancora una volta, per non essere presi in giro vi rimetto due definizioni sempre riprese da wikipedia

"La tariffa puntuale è il metodo ideale, ... consiste nel pesare esattamente i rifiuti indifferenziati prodotti dalla singola utenza domestica." Avete capito bene, quindi non è il metodo applicato a Capannori, ma per un anno il Sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro e la stampa ci hanno esclusivamente parlato di tariffa puntuale !!! allora ? una bugia ? noooo una mezza verità, perchè "una semplificazione della tariffa puntuale è la tariffa volumetrica: invece di pesare i rifiuti prodotti se ne considera solo il volume, valutato a seconda del numero di sacchi ritirati o del numero di svuotamenti dei contenitori." questo è il metodo di Capannori, ma solo ora il Prof. Gatti presidente di ASCIT lo scrive.

A proposito di ASCIT, sono stato favorevolmente impressionato nel vedere che nel 2012 ha adottato un suo codice etico !!! una lettura interessante, dove trovo più volte espresso il conceto di trapsarenza come al punto 2.5 ".. .Il principio della trasparenza si fonda sulla veridicità, accuratezza e completezza dell’informazione sia all’esterno che all’interno della Società." Sono il primo a capire che queste parole molto belle nelle intenzioni siano difficili da portare avanti sotto le incessanti presssioni mediatiche. "La Società cura la redazione di pubblicazioni di interesse generale ed il mantenimento di un sito web istituzionale che risulti completo ed efficace" peccato che della tariffa che riscuote, la sua entrata principale, non presenti e non spieghi nulla su come vengono elaborati in conteggi, con supporti numerici e non parole (costi, ricavi, entità della tariffa metodo di calcolo e via dicendo come abbiamo cercato di fare noi) per poi chiudere il paragrafo dedicato alla stampa con " Il personale della Società non è autorizzato a fornire notizie agli organi di informazione senza l’autorizzazione delle funzioni competenti" una vera e propria chicca.

Potremmo stare a leggere parole e parole ma ora torniamo ai numeri, quelli del calcolo della tariffa utenze domestiche.

Quota fissa: calcolata in base ai mq. tenuto conto dei componenti del nucleo familiare (art 8 del regolamento), moltiplicato per il coefficiente k. Infatti nella tabella per la quota fissa trovate 6 scaglioni di tariffa che aumenta ovviamente più aumenta il nucleo familiare (parte dal 1° con un componente, per arrivare al 6° con 6 o più componenti.) per il calcolo è semplice prendete i mq dichiarati, moltiplicateli per la tariffa che fa riferimento al vostro scaglione di nucleo familiare e moltiplicate di nuovo per i famosissimo coefficiente k ricordandovi di prendere quello dello scaglione di nucleo familiare a cui appartenete (es.: se siete in 4 prendete prendete i mq moltiplicateli  0,78,  la tariffa e 1,10 il coefficiente k). Fatto? Questa è la prima parte della vostra tariffa. a questa dovete aggiungere la ...

Quota variabile: per legge dovrebbe variare, ma arriva l'effetto del Comune di Capannori che non crede ai propri cittadini e cambia anche questo, così arriva la quota semivariabile, cioè una parte è fissa (conferimenti minimi di sacchi grigi)  l'altra è variabile, ma purtroppo solo in aumento, per i sacchi che oltrepassano i minimi conferimenti. Comunque è quella parte della tariffa che viene calcolata con il metodo volumetrico e non puntuale e basta come sbandierato, cioè in base ai sacchetti di grigio conferiti. Dato per assunto (detto da ASCIT) che ogni sacchetto contenga 70 litri e che la tariffa variabile è pari a € 0,128 al litro, una semplice moltiplicazione dà come risultato € 8,96. In bolletta però vedrete addebitati per ogni sacchetto grigio anche l'imposta provinciale del 4% calcolata su 8,96 euro e l'IVA al 10% sempre calcolata su 8,96 euro per un totale di costo a sacchetto pari a 10,21 euro, che per la nostra famiglia tipo di 4 persone si trasforma in un costo minimo di 143,00 euro ad anno, ma se la stessa avesse utilizzato tutti e 26 i sacchi del kit la psesa sarebbe 265,46. Questo perchè i sacchetti di grigio consegnati nel kit erano 26 circa 1 ogni 2 settimane però i ritiri avvengono settimanalmente quindi 52 volte ad anno e qualcuno forse ha ecceduto nei conferimenti dando sacchi mezzi vuoti che però paga per pieni.

Altra vicenda è il calcolo del conferimento per le utenze non domestiche dove sembra che oltre ai conferimenti minimi, ad ogni settimana vengano smarcati ritiri al semplice passaggio anche se non richiesti ed allora il caos e il salasso sarebbe devastante. Ma forse sono solo leggenge metropolitane che girano in questi tempi spero.

I conferimenti minimi hanno in se uno strano concetto, che accomuna  burocrati e politici Italiani, cioè gli amministratori a cui i cittadini, in questo caso Capannoresi, hanno dato fiducia, sia in ASCIT che in Giunta Comunale, Sindaco Compreso o in Consiglio Comunale non si fidano del comportamento dei propri elettori o del corretto funzionamento delle regole che emanano.

Questo calcolo della quota variabile, comunque vale per tutti i sacchetti di grigio conferiti, anche quelli minimi. Attenzione, non è stato scritto da nessuna parte, fino ad ora, che questo sistema dei conferimenti minimi è un calcolo usato per gli acconto e che poi i conguagli ripartirà da 0 calcolando gli effettivi conferimenti. Niente di tutto questo. Ad oggi si devono pagare i minimi conferimenti e gli ulteriori, il resto è nelle campagne elettorali non nelle regole.

Ecco un'altra comunicazione corretta, trasparente e chiara del Comune di Capannori “Si tratta di un sistema più equo - ha detto Del Ghingaro - che premia i cittadini virtuosi e rappresenta una tappa fondamentale, dopo l’adozione del porta a porta, nel percorso verso Rifiuti Zero. Un obiettivo che sembrava utopico, ma che invece stiamo concretamente realizzando” ed anche “L’introduzione della Tia puntuale – ha spiegato l’assessore alle aziende partecipate, Maurizio Vellutini – permette una più equa redistribuzione dei costi delle bollette tra le utenze domestiche e non domestiche, in base all’effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, introducendo un sistema di premialità per i più virtuosi. Questo sistema comporterà, ad esempio, sgravi per quelle famiglie con una casa ampia, ma composta da una o due persone che avevano una bassa produzione di rifiuti, così come diverse categorie di utenze non domestiche che fanno una buona raccolta differenziata e producono una bassa percentuale di scarti indifferenziati si troveranno sconti in bolletta tra il 10 e il 30 per cento”  Anche qui notiamo la forte volontà, del tutto legittima, di fare partecipare il Cittadino ad una vicenda che loro ritengono positiva e che stanno facendo cose buone e giuste, ma rappresentando quasi esclusivamente l'unica informazione data sull'argomento potremmo considerarla quantomeno parziale, e forse un po' di parte alla luce di quanto abbiamo potuto documentare.

A proposito della equa ripartizione tra utenza domestica e non, in barba a qualsiasi criterio di effettiva produzione dei rifiuti il Comune di Capannori ha stabilito che 50% dei costi sono a carico dell'utenza domestica e 50% della non domestica.

Permettetemi qualche riga di riflessioni personali. In questi appuntamenti abbiamo parlato di cose importanti, alcune che condivido, come differenziare i rifiuti per riciclarli e quindi trasformarli in un ricavo a beneficio di minori costi da coprire con la TIA, ma altre sinceramente no, come pure non sono mancate note stonate da parte dei protagonisti. Su tutti rimangono gli atteggiamenti ed i risultati, da un lato (maggioranza) propagandistici, utilizzando l'informazione istituzionale a mero strumento di comunicazione politica, e dall'altro (opposizione) la totale assenza di coraggio anche quando osare non era da eroi ma era utile per la democrazia, il miglioramento e la crescita e nessuno ha osato. Per i più scafati o maligni, sicuramente sarà fin troppo facile pensare che la raccolta differenziata con il metodo del "porta a porta" a Capannori abbia avuto, per il momento, solo un ottimo risultato per l'immagine dell Sindaco Del Ghingaro, senza peraltro concretizzare apprezzabili risultati invece (costi/ricavi e/o benefici tangibili) nella gestione dei rifiuti che tutt'ora a distanza di anni deve essere totalmente (95%) pagata dai cittadini Capannoresi.

Ancora una volta abbiamo potuto toccare con mano azioni politiche alla moda o di tendenza in cui la sapiente dose di comunicazione ha fatto l'evento, ma al tempo stesso ha anche contribuito a far crescere una cultura che in Italia stenta ad essere compresa fino in fondo. A quale prezzo ? indubbiamente tutto a carico dei Cittadini, senza che però siano stati percorse soluzioni ad alcuni aspetti, primo fra tutti che i rifiuti non hanno confini.

Purtroppo ancora oggi le aziende e le amministrazioni pubbliche sono intrise di una politica che rimane spesso autoreferenziale, ingessata in una gestione assistenzialista a carico e non a favore dei Cittadini, lontana da quel cambiamento che serve, lontana dal concepire una vera gestione manageriale della cosa pubblica che cerchi di realizzare attività con una propria autonomia gestionale, costi coperti in gran parte da ricavi senza che le uniche entrate siano rappresentate dalle tasse che pagano i Cittadini, con prospettive di medio lungo periodo, più dinamica e costruttiva, meno burocratica ed incomprensibile. Attualmente ASCIT è finanziata per oltre il 90% dai cittadini Capannoresi, qualsiasi sia la sua gestione, e questo non è diverso da quello che accadeva 5, 10, 15, 20 o più anni fa.. Ma queste sono i miei pensieri della sera ed ognuno sicuramente alla fine avrà la possibilità, spero grazie anche al mio contributo, di elaborare i propri.

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