Perplessi? Qualunquisti? Eroi?

Scritto da Leonardo Di Sacco il .

Ci sono cose che possiamo scrivere e valgono ormai per tutte le stagioni, perchè da anni, o meglio decenni, gli aspetti del vivere sono inalterati, stagnanti, senza un alito di vento. Vero è che le evoluzioni sono lente a venire e passano generazioni prima di rendersi conto che siamo a un bivio, mentre ne passano altre per decidere da che parte passare. Consci di questo non è difficile capire che le nostre decisioni, o non decisioni, condizioneranno tempi a noi sconosciuti nel futuro. La nostra breve presenza sulla terra spesso non ci consente di correggere errori ed egoismi, ammesso che ci sia la volontà di farlo, e prima ancora la capacità di capirlo.
Dire che siamo disorientati, perplessi, a volte stupiti, spesso indignati, forse è banale. Dobbiamo però anche raccontare delle migliaia di Leggi, dei Codici, dei Testi Unici, delle Interpretazioni. Quando ci trovate eternamente in coda, per pagare, per viaggiare, per molte altre cose, anche le più banali. Navigando sbigottiti tra un ufficio pubblico e l'altro, rimpallati come palline da ping pong. Con poche certezze ed una di queste rimane il dubbio. Che si sfoga nel qualunquismo cinico e bistrattato. Rifugiati del calcio, del gossip, del telefonino.
Sentiamo parlare di lavoratori precari perchè c'è una legge o meno, e questa falsa comunicazione non dice che a prescindere che una legge esista, precari lo siamo per natura, su questa terra, o per nascita, chiamando le cose con il loro nome, descrivendo una realtà e non finzioni che ipocrite correnti di pensiero soluzionano attraverso disastrose battaglie sociali volte a non risolvere il problema ma principalmente ad usarlo per propri fini.
Sì perchè le caste non sono ad esclusivo appannaggio dei Politici, Sindacalisti ma anche di Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, Architetti, Medici, Professori, Giornalisti, Imprenditori, Pensionati, Dipendenti Pubblici e chi più ne ha più ne metta.   Tutti intenti a tramandare i loro diritti acquisiti di una generazione a scapito di un'altra. Una democrazia politica ed economica che sfuma nelle oligarchie di fatto. Nel ristagno delle prospettive, nel galleggiamento sociale a tutti i livelli. Come si suol dire un sistema ingessato. Il Paese dei Santi e degli Eroi è tutto lì, da vedere ogni giorno. Per i Santi ci pensa la chiesa e chi ci crede, ma quanto agli Eroi sono tutti coloro che fanno una famiglia, dei figli, e vivono onestamente nel mezzo ai furbetti di quartiere, sopravvivendo, restando vivi e meno contaminati possibile. Sono loro che danno speranza al futuro e vengono usati, umiliati. Costretti dalle caste chiuse di una società chiusa in cui vivono e che per loro, ma sopratutto per i propri figli, vorrebbero vedere più aperta e sensibile ad un modo di fare, una parola mistrattata o abusata. Etica. Dove i principi, i valori, l'umanità non siano ipocrisie di un guscio senza contenuto.