Berlino 9 novembre 1989 - cade il muro

In Italia, dal 2005 il 9 novembre è stato dichiarato "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.
Innanzi tutto alcuni cenni storici. Eretto dal governo comunista della Germania Est, divise in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo crollo, avvenuto il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento della cortina di ferro da parte dell'Ungheria (23 agosto 1989) e del successivo esodo (attraverso il paese danubiano) dei tedeschi dall'Est a partire dall'11 settembre dello stesso anno. Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise dai Vopos, le guardie comuniste, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque, un cospicuo gruppo di vittime reclama che più di 200 persone furono uccise mentre cercavano di fuggire da Berlino Est per l'Ovest. La Germania Est sostenne che si trattava di un "muro di protezione antifascista" inteso ad evitare un'aggressione dall'Ovest. Fu chiaro sin dall'inizio che questa giustificazione serviva come copertura per il fatto che ai cittadini della Germania Est doveva essere impedito di entrare a Berlino Ovest e di conseguenza nella Germania Ovest. Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa.
Come non ricordare questa data. Oggi, a distanza di 20 anni ci sono sempre le emozioni vive. Io ricordo che ero poco più che ventenne.
 
Per noi, momentaneamente, fu un evento più importante di altri ma sempre un evento. Niente di epocale. Con il tempo, capimmo poi la portata di quello che era accaduto. Non tanto per il fatto in se ma per quello che rappresentava, sostanzialmente e simbolicamente. Noi siamo nati nella libertà, e certe cose ci sembravano lontane, impalpabili. Ma una cosa mi fu chiara e qui la rimetto come mia riflessione su quegli eventi.
Alla fine degli anni settanta fu eletto Papa un certo Karol Józef Wojtyła che scelse il nome di Giovanni Paolo II e intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l'oppressione politica.
In questo io vedo la caduta del muro di Berlino. Un personaggio che ha aperto le frontiere, ha rimesso la persona al centro del vivere, ha rivitalizzato il dialogo tra religioni, ha dialogato, sussurrato, cantato, urlato, accarezzato i ragazzi e i bambini, un esempio fra tutti sono le Giornate Mondiali della Gioventù.
Combatté la Teologia della Liberazione, intervenendo ripetutamente in occasioni di avvicinamenti di alcuni esponenti del clero verso soggetti politici dell'area marxista. Stigmatizzò inoltre il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa di ingiustificata sperequazione fra i popoli e, per taluni effetti, lesivi della dignità dell'uomo.
Durante il suo pontificato, Giovanni Paolo II fece oltre 100 viaggi, dimostrando che le frontiere fisiche possono essere superate. Aspro critico del socialismo reale, offri supporto a chi lottava per il cambiamento, come il movimento polacco Solidarność di Lech Wałęsa.
Il leader sovietico Mikhail Gorbaciov disse una volta che il crollo della Cortina di ferro sarebbe stato impossibile senza Giovanni Paolo II. Questo punto di vista è condiviso da molti negli stati ex-sovietici, che lo vedono, insieme al presidente statunitense Ronald Reagan, come uno degli artefici della dissoluzione dell'Unione Sovietica. In anni successivi, il Papa si mostrò assai critico anche verso gli eccessi del capitalismo.
Identificata così, per me, una delle origini principali della caduta del muro nella azione di Giovani Paolo II, molte sono ancora le cose che dovranno essere comprese dopo quel 9 novembre di venti anni fa. Una fra tutte ? non esiste un mondo perfetto, l'altra ? è che la libertà non è così scontata, ed inoltre che ad oggi non riusciamo a ragionare senza il muro di Berlino nella nebbia delle nostre menti.
Che peccato non riuscire dopo 20 anni a cogliere e mettere a frutto, quanto di positivo in quel fatto storico.
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