Spesso, completamente assorbiti dalla nostra vita personale non riusciamo a vedere oltre i confini, piccoli o grandi, delle nostre esigenze, delle nostre ambizioni, del nostro egoismo, mentre in tutto il mondo ci sono molti luoghi e situazzioni dove i bambini non vivono, non sopravvivono, non vivono da bambini. Muoiono.

E’ ancora troppo alto il tasso di mortalità infantile “per cause prevenibili”. Le condizioni di povertà e di disagio stroncano le vite di migliaia di innocenti. L’Unicef snocciola dati e numeri allarmanti sulla questione. 7,6 milioni di bambini con meno di 5 anni muore ogni anno per cause evitabili, per una media di 22 mila piccoli morti ogni giorno, 15 bambini nel minuo che è passato per leggere questo post sono morti. Dal 1980 ad oggi siamo passati da 36 mila bambini morti al giorno ai 21 mila di oggi. La strada è quella giusta ma c’è ancora molto da fare per arrivare a zero.


Quasi la metà dei decessi sotto i cinque anni di vita avvengono nell’Africa sub-sahariana. Le cause? Guerre, disastri naturali, Aids, miseria e scarse strutture medico sanitarie.  Un bambino su quattro nel mondo è sottopeso. La malnutrizione è uno dei fattori all’origine del 50% dei decessi dei bambini con meno di cinque anni. Si tratta di circa cinque milioni di bambini, mentre nel mondo occidentale abbiamo il problema dell’obesità infantile.

Non sono solo le guerre o le calamità naturali a colpire i più piccoli. Nel ‘Sud del mondo’ malnutrizione, morbillo, polmonite e diarrea hanno ucciso nel 2006 oltre cinque milioni di bambini. Mezzo milione di donne ogni anno muore di parto o in gravidanza. Tale dato è strettamente legato al fatto che un quarto delle donne incinte nei Paesi poveri non si sottopone neanche ad una visita medica prima del parto.
Sarebbe sufficiente l’introduzione di adeguati servizi igienici sanitari  e vaccinazioni per ridurre notevolmente la mortalità infantile.

L’ambizione di azzerare questa cifra ha ispirato la campagna dell’Unicef a favore e sostengo dell’abbattimento della mortalità infantile, con lo slogan “Vogliamo zero”.

Un obiettivo ambizioso ma raggiugibile, si spera nel più breve tempo possibile, anche attraverso le iniziative benefiche e le raccolte fondi che hanno bisogno di un piccolo aiuto da parte di tutti. Per ridurre il tasso di mortalità infantile, spiegano gli organi dell’Unicef, bisogna soprattutto raggiungere i bambini che crescono nelle famiglie e nei Paesi più poveri.

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