La leggenda del Volto Santo di Lucca e la "luminara"

Il Volto Santo, è la statua-reliquario in legno, che dal 742, viene venerata a Lucca. Si trova nella navata sinistra della cattedrale di San Martino, dentro la cappella, che fu costruita da [[Matteo Civitali]] con marmo di Carrara nel 1484.
Nel secolo XII, fu redatta una Relatio de revelatione sive inventione ac translatione sacratissimi vultus (Racconto della creazione, scoperta e traslazione del santissimo volto).
Secondo l'antica leggenda di Leobino, il Volto Santo è stato scolpito da Nicodemo che, con Giusepped'Arimatea, depose Cristo nel sepolcro. Nicodemo, aiutato più dalla grazia divina che dall’arte sua, scolpì il busto del Volto Santo. La sera, si addormentò, lasciando da scolpire la testa; al suo risveglio, però, il crocifisso era stato completato dagli angeli durante la notte. Durante il periodo delle persecuzioni, Nicodemo ormai in punto di morte, affidò questa scultura a Isacaar, il quale la nascose nel sotterraneo di una grotta attigua alla casa di Seleucio per evitare che venisse danneggiato o rubato dai giudei.
Di generazione in generazione il Volto Santo fu sempre oggetto di venerazione, fino a quando il Vescovo Gualfredo lo ritrovò all’interno della grotta e decise di porlo dentro una nave adornata di molti ceri e lampade accese. Lo ricoprì di bitume, affidandolo alla Provvidenza e sperando che raggiungesse un paese dove molti popoli sarebbero accorsi per venerarlo.
La nave miracolosa senza vele e opera umana arrivò al porto di [[Luni]].
Nel frattempo, un angelo apparve al Vescovo Giovanni di Lucca, dicendogli che doveva recarsi al Porto di Luni assieme ai suoi fratelli perchè lì avrebbe trovato una scultura molto importante raffigurante il vero Cristo in croce.
La nave avrebbe resistito ad ogni tentativo di abbordaggio da parte dei lunensi. Quando il vescovo di Lucca arrivò sul posto, "la nave si offerì spontanea ai pietosi fedeli ed a loro esibì il prezioso, inestimabile tesoro, destinato ad essi per beneficio celeste." A quel punto però nacque una diatriba fra lunensi e lucchesi su chi avesse maggior titolo per conservare la scultura. Volto Santo AspertiniQui le narrazioni si dividono, secondo una versione, il Vescovo di Lucca Giovanni avrebbe donato ai lunensi un'ampolla di vetro piena del sangue di Cristo in cambio della figura. Un'altra versione parla invece di un carro sul quale fu deposta la scultura e i cui buoi furono lasciati liberi di prendere la direzione che preferivano. Quando gli animali puntarono senza esitazione verso Lucca, "a quella vista rimasero tristi quei di Luni, ed i lucchesi giubilarono, intonando un cantico di letizia e di benedizione al Signore".
L’ingresso trionfante del Volto Santo a Lucca avvenne nel 742.
I lucchesi accolsero immediatamente con grande venerazione il crocifisso del Volto Santo, il quale fu posto nella chiesa di S.Frediano. Al mattino seguente però, il Volto Santo era sparito: esso fu ritrovato in un orto nelle immediate vicinanze della chiesa di S.Martino: individuato come un "segno" miracoloso, il Crocifisso del Volto Santo resta tutt'oggi nella cattedrale di Lucca.Poco importa quanto c'è di vero o di fantastico nella storia dell'oggetto più caro ai noi lucchesi. Il fatto è che sta con noi da più di un millennio. Ne ha parlato anche [[Dante Alighieri]] nella Divina Commedia, e più precisamente nel canto XXI dell'Inferno:
"Qui non ha luogo il Volto Santo;
qui si nuota altrimenti che nel Serchio.
"
Ancora oggi, sulla falsariga di quello che è stato fatto per secoli, la sera del 13 settembre le strade percorse dalla processione (Luminara), vengono illuminate con migliaia di ceri a formare una scenografia assai suggestiva.

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