Lucca il Serchio: via di comunicazione dei nostri avi

Ci fa paura, ci ha fatto molti danni, non solo di recente ma anche nel passato, ma il Serchio non è sempre stato un incubo, anzi rappresentava una vera e propria risorsa. Cosa è cambiato da quei periodi ad oggi. E' solo il clima, la portata o cosa altro ?
Lungo i rami del Serchio, lungo i suoi canali, passavano navi piccole e grandi, che portavano le merci da un villaggio all'altro fino al mare.
Gli abitanti del luogo si impegnavano a mantenere navigabili i rami del Serchio permettendo la navigazione di navi e zattere cariche di merci.
Nel periodo delle invasioni barbariche, le precedenti cure romane per la navigabilità e la manutenzione dei ponti cessarono, quindi il Serchio allagò la campagna e le parti più basse si cambiarono in palude.
Passato questo periodo il Serchio riprese il suo ruolo di grande via di comunicazione. Nel Medioevo esisteva un porto a sud della città chiamato Porto della Formica (rimasto in funzione fino al XIX secolo 1800), dal quale partiva un corso chiamato Rogio che collegava il porto con il lago di Sesto e permetteva la navigazione ad imbarcazioni, trainate da animali che camminavano lungo i bordi del canale, che trasportavano sia merci che persone.
Sul Serchio veniva trasportato il legname proveniente dalla Garfagnana con destinazione Pisa, ma anche il ferro proveniente dall'isola d'Elba, ed il marmo proveniente da Carrara.
Cosa è cambiato ? intanto se osserviamo le nuove opere di arginatura visibili in Località Vinchiana sono concepite per ulteriormente dividere la gente dal proprio fiume. Circa 2600 anni fa a nome del re Teodorico, Cassiodoro impedì per legge di costruire steccaie e siepi lungo il corso del fiume ed oggi isole di boschi spuntano incontrastatie nell'alveo, e rovi proibiscono l'accesso all'acqua. Per legge ora multiamo chi porta via stecchi dal fiume. Qualcosa forse è cambiato negli uomini. Nel loro rapporto con l'acqua del loro fiume. Destini solitari che si incontrano solo quando la natura reclama. Un fiume trasformato in una colossale centrale idroelettrica. Un popolo che nel suo intimo ama ancora il suo fiume ma che molti hanno contribuito a rendere lontano, lasciato a se stesso, pericoloso.
Speriamo che il periodo della barbarie sia finito.

Serchio

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